Chi siamo

La Fondazione Biomedica Europea, organizzazione non lucrativa di utilità sociale ( onlus ), viene costituita nel 1999. Nasce in un momento molto importante, caratterizzato dall'impatto delle nuove tecnologie informatiche sulla ricerca biomedica, e definito dai nuovi orizzonti che possono svilupparsi con l'applicazione e la diffusione dei risultati di tali ricerche.

La velocità con cui vengono continuamente acquisite nuove conoscenze in ambito biomedico ed il numero elevato di tecnologie disponibili rischiano di creare un gap notevole tra le scoperte, le reali applicazioni possibili delle stesse e la effettiva diffusione all'utente finale - il paziente - dei vantaggi che conseguono alle nuove scoperte biomediche.

L'obiettivo della Fondazione Biomedica Europea, quindi, è quello di tentare di definire e validare l'impatto delle nuove tecnologie emergenti in ambito biomedico, valutare le più opportune manovre necessarie alla diffusione delle tecnologie validate e procedere alla formazione e/o aggiornamento degli operatori nel campo della sanità, perché di queste nuove scoperte se ne faccia l'uso più appropriato.

Le linee guida, quindi, seguite  negli anni si sono sviluppate in relazione a tre diversi fronti:
 
a) La definizione dell’applicazione di nuove tecnologie a condizioni patologiche, con studi che ne permettano di individuare l’idoneità e  la effettiva efficacia nell’uso clinico.
 
b) La ricerca e lo sviluppo di nuovi presidi terapeutici nelle patologie organiche a prevalente andamento cronico, oltre che lo sviluppo di strategie terapeutiche atte al controllo delle più importanti malattie invalidanti.
 
c) Il tentativo di intervenire con opportune misure per cercare di diffondere i risultati delle ricerche,  mediante interventi  di formazione e divulgazione scientifica, rivolti, sia al mondo  medico e agli operatori socio-sanitari, sia al paziente, cercando di formare una cultura della biotecnologia medica, per raggiungere un approccio più consapevole alle nuove modalità diagnostiche e terapeutiche da parte dell’utente finale, il paziente, appunto. Tale diffusione si avvarrà soprattutto dei moderni mezzi di comunicazione resi possibili dalla globalizzazione della rete Internet.

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